LA ROTTA MIGRATORIA PIÙ PERICOLOSA AL MONDO

Il Governo Italiano ha varie volte enfatizzato come l’accordo sia stato firmato principalmente per porre fine alle morti in mare e a viaggi della speranza gestiti dai trafficanti di esseri umani. Tuttavia il tasso di mortalità nella rotta del Mediterraneo centrale non è variato significativamente, confermandosi la più pericolosa al mondo. Al 30 gennaio 2018 si sono verificate 185 morti a fronte di 3597 arrivi, per un tasso del 5,1%. Se è possibile dire che i morti in mare siano diminuiti perché sono diminuiti gli arrivi, la pericolosità della rotta non è diminuita sostanzialmente (dal 2,52% al 2,38%). Neanche sul fronte del contrasto ai trafficanti sembra si siano compiuti passi decisivi dal momento che in molte zone costiere della Libia gli sbarchi continuano come se nulla fosse successo e addirittura, come vedremo in seguito, l’Italia è stata accusata di stringere accordi con alcuni di essi per bloccare le partenze.

Qui é riportato alcuni grafici mostrano i traffici e le loro conseguenze in termini di arrivi e perdite di vite umane.

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